Mild Hybrid e Full Hybrid: le differenze

hybrid-car-2503566_640.jpg

Negli ultimi due anni, soprattutto grazie agli incentivi statali e alla grande disponibilità, è cresciuto l’interesse per le vetture a motore ibrido. La tipologia non viene specificata spesso, in primis dalle case automobilistiche, se non in piccolissime note, le caratteristiche delle versioni Mild Hybrid, parlando di una generica ibrida.

Quali sono quindi le differenze fra Mild Hybrid e Full Hybrid? Dal punto di vista tecnico Mild Hybrid o Full Hybrid si differenziano in maniera sostanziale che si rispecchia anche su strada nell’uso quotidiano.

Mild Hybrid

power unit mild hybrid

Nel caso delle “mild” abbiamo un generatore o piccolo motore che aiuta quello principale a combustione (benzina o diesel) in alcune fasi. Il motore elettrico risulta essere più efficiente sostituendo il motorino di avviamento e l’alternatore con un unico dispositivo che assiste il motore tradizionale. In rilascio si blocca l’afflusso di carburante e supportato dal generatore. Il motore principale si spegne e si riattiva più rapidamente in fase di accensione senza l’uso del motorino di avviamento durante lo stop in coda o al semaforo. Durante il veleggiamento il generatore aiuta quello a combustione così come in alcuni modelli anche durante la massima accelerazione. Ma non c’è una trazione diretta del motore elettrico e quindi non si parla di autonomia in sola modalità elettrica.

I vantaggi:

  • soluzione tecnica molto più semplice ed economica
  • non ha particolari cicli di ricarica
  • sistema estremamente leggero che non incide o quasi sul peso dell’auto “tradizionale”
  • fiscali (al momento) pur non essendo un vero ibrido
  • per le case automobilistiche che con un minimo investimento ritoccano verso il basso consumi e emissioni per rientrare nei parametri

Gli svantaggi:

  • il consumo non è particolarmente migliore rispetto al solo termico, specie in città
  • la modalità sola elettrica non è possibile
  • non sfrutta l’energia recuperabile da motore e freni
  • il risparmio delle pastiglie e dischi freno in fase di rallentamento non è sfruttabile
  • non ha costi di gestione inferiori

Full Hybrid

power unit full hybrid

Per quanto riguarda le Full Hybrid c’è un pacco batterie dedicato e uno (o più) motore elettrico che si affianca a quello tradizionale aiutandolo o sostituendolo anche in trazione. Generalmente questa tipologia di soluzioni ha pochi chilometri di autonomia in sola modalità elettrica, che è possibile anche forzare con il tasto apposito se la carica è sufficiente. Ma non è l’autonomia in sola modalità elettrica la natura per cui nascono. E’ l’efficienza di marcia, il continuo aiuto o alternarsi tra i due motori che permette di avere percorrenze anche di 30-35 km con un litro se ben sfruttato. Per questo spesso è sbagliato chiedere quanti chilometri si fanno in elettrico. E’ più corretto parlarne per i veicoli plugin (ibridi con batterie più capienti che si collegano alla presa) e quelli puramente elettrici.

Lo sfruttamento della frenata rigenerativa in fase di rilascio e frenata, senza l’uso iniziale dei freni, permette di diminuire drasticamente il consumo di pastiglie e dischi. Al tempo stesso si recupera energia che andrebbe persa e si ricarica la batteria. Quest’ultima si ricarica anche dal motore tradizionale se è troppo bassa. Per questo motivo il corretto uso non è quello di ridurre al minimo la carica della batteria, ma cercare di mantenerla sempre non sotto al 40-50% e avere sempre la giusta assistenza al termico. Le tecnologie delle vetture ibride poi hanno caratteristiche differenti, da quello più conosciuto, collaudato e pioniere di Toyota a quelli di Ford e Renault (compreso i marchi del gruppo) e via via altri costruttori che si stanno avvicinando, non sempre senza problemi di gioventù.

I vantaggi:

  • consumi ridotti anche del 30%, specie in città e percorsi extraurbani,
  • autonomia generale aumentata,
  • ridotte emissioni, pur se plugin è un veicolo autonomo che si riesce a muovere con la sola presenza di carburante tradizionale,
  • minori costi di gestione,
  • minori costi sull’impianto frenante che ha consumi bassi sfruttando la frenata rigenerativa
  • buon mantenimento del valore dell’usato, garanzie più ampie e lunghe sulla parte elettrica

Gli svantaggi:

  • seppur ridotti, con la maggior diffusione di questa tecnologia, hanno un costo di acquisto iniziale leggermente più alto
  • non ha una vera e propria autonomia lunga in sola modalità elettrica
  • un peso leggermente superiore
  • investimento superiore per le case automobilistiche per lo sviluppo iniziale
scroll to top